Il coraggio di Osare, viaggio nel mondo di Larch
Essenziale: la mancanza di sicurezza, di fiducia in se stessi, complesso di inferiorità.
Commento di Bach
“Per coloro che si credono meno abili e capaci di quelli che li circondano, si aspettano di fallire, sentono di non poter raggiungere il successo e così non rischiano mai o non fanno abbastanza sforzi per riuscire nella vita”
“Larch appartiene agli ultimi 19 rimedi scoperti da Bach, quelli che agiscono su stati d’animo più profondi e radicati, ed è il capofila dei fiori per lo scoraggiamento e la disperazione”
Nella floriterapia di Bach è classificato con il nr. 19
Quando il Dr. Bach vide Larch, il larice, lo scelse non solo per le proprietà botaniche della pianta, ma per il suo “gesto” in natura. Larch è una conifera che, a differenza dei pini e degli abeti, perde i suoi aghi in inverno.
In inverno sembra morto, secco, inferiore agli altri alberi sempreverdi che lo circondano. Ma in primavera rinasce con una forza vitale esplosiva. Bach vide in questo il riflesso di chi si sente “meno degli altri” ma che nasconde dentro di sé un potenziale di crescita immenso, pronto a fiorire se solo smettesse di autolimitarsi.
Larch cerca la luce e cresce dritto verso il cielo, spesso in condizioni difficili;
perciò, nonostante la sua apparente fragilità invernale, il larice ha una struttura forte e una resina resistentissima. Bach scelse questa pianta perché insegna a elevarsi sopra il dubbio.
Larch in botanica: Larice - Larix decidua
Il larice comune è un albero unico nel suo genere.
È un albero di alta montagna (dai 1000 ai 2500 metri), una specie “pioniera” capace di colonizzare terreni poveri, sassosi e difficili.
Dal punto di vista botanico, rappresenta una vera e propria anomalia che spiega molto bene perché il Dr. Bach lo abbia scelto.
Appartiene alla famiglia delle Pinaceae, ma è l’unica conifera europea a foglie caduche.
Mentre pini e abeti mantengono gli aghi tutto l’anno, il larice in autunno diventa di un giallo dorato spettacolare e poi perde completamente le foglie, restando nudo per tutto l’inverno.
Questa strategia gli permette di sopravvivere a temperature estreme (fino a -40 °C) e ai forti carichi di neve che spezzerebbero i rami delle piante sempreverdi.
Gli aghi del larice sono morbidi e flessibili, non pungenti come quelli dell’abete.
Crescono in caratteristici ciuffetti a rosetta (da 20 a 40 aghi insieme) su corti rametti chiamati brachiblasti. Il loro colore è un verde tenero e brillante in primavera, quasi a simboleggiare una rinascita delicata ma costante.
Il larice è una pianta monoica, ovvero porta fiori maschili e femminili separati ma sullo stesso albero.
Fiori femminili:
sono piccole pigne erette, di un colore rosso porpora o rosa vivo. Sono bellissimi e sembrano piccoli gioielli incastonati nel legno.
Fiori maschili:
sono più piccoli, giallastri e penduli, carichi di polline.
La fioritura avviene tra aprile e giugno, spesso prima che spuntino le foglie, mostrando una forza vitale che precede l’aspetto estetico della chioma.
Il legno di larice è celebre per essere estremamente duro e resistente all’acqua. È usato da secoli per costruire baite, barche e pali telegrafici.
Produce la “Trementina di Venezia”, una resina pregiata usata in pittura e medicina antica.
Utilizzi e Curiosità
L’aspetto più affascinante del Larice è che ogni sua parte può essere impiegata per favorire salute e benessere. Con le gemme si prepara un macerato glicerico utile contro bronchite cronica, cistiti ed emorragie. Dalla sua linfa ricaviamo unguenti disinfettanti per ferite, dolori nervini e affezioni cutanee; questo balsamo efficace, reperibile in erboristeria, va applicato 1-2 volte al giorno fino a guarigione. Se l’estratto a freddo della corteccia funge da lassativo, il durame del legno contiene l’arabinogalactan, un polisaccaride dall’azione prebiotica che modula il sistema immunitario.
La Trementina di Venezia (denominata così poiché la città lagunare ne fu il principale centro di smistamento storico) è una sostanza densa, viscosa e profumatissima, estratta scavando piccoli canali nel tronco della pianta. Si rivela un elemento prezioso sia per l’espressione artistica che per la farmacopea antica.
In Medicina Naturale e Tradizionale
Nella saggezza popolare montana, questa secrezione è sempre stata considerata una “panacea” per mali interni ed esterni:
Azione balsamica: Inalata tramite suffumigi, libera le vie respiratorie agendo come antisettico per polmoni e bronchi.
Effetto Rubefacente (Riscaldante): Massaggiata sulla pelle, richiama il sangue in superficie. È prodigiosa per reumatismi, sciatalgie e dolori articolari, poiché "scalda" i tessuti profondi.
Proprietà "Tira-schegge": Uno degli usi più remoti consiste nell'applicarla su piccole lesioni in cui sono penetrate spine o frammenti; la materia resinosa ammorbidisce l’epidermide e facilita l’espulsione del corpo estraneo, disinfettando contemporaneamente.
L'Oro dei Boschi: Ricetta dell'unguento alpino
Nelle valli d’alta quota, la Trementina di Venezia era considerata un tesoro. I montanari preparavano un rimedio prodigioso che non mancava mai in casa.
Ingredienti:
- 100 ml di olio vegetale (oliva o mandorle)
- 30-40 g di resina di larice (fresca o essiccata)
- 10-15 g di cera d’api in scaglie
Procedimento:
- Raccogliete la materia grezza (meglio se già indurita) e privatela di impurità come aghi o pezzetti di corteccia.
- Scaldate l’olio a bagnomaria e unite la sostanza resinosa a fuoco lento, protraendo l’operazione finché non sarà completamente fusa.
- Aggiungete la cera d’api, mescolando fino a ottenere un composto omogeneo.
- Filtrate il liquido ancora caldo con una garza o un colino a maglie strette.
- Versate in vasetti di vetro scuro o ceramica e lasciate raffreddare senza coperchio.
“Ho lavorato per diversi anni in Trentino, dove questi alberi abbondano. Una volta mi entrò una spina in un dito ma, grazie alla linfa della pianta, riuscì a uscire con mia grande gioia.”
Il Larice nell'arte


In campo artistico è impiegata in varie modalità. Nelle vernici per quadri, a differenza di altri prodotti, questa resina non ingiallisce e dona una trasparenza vitrea e una lucentezza profonda ai colori a olio. Viene scelta come additivo per lo strato finale per la sua grande elasticità: assecondando i movimenti naturali di tela o legno, impedisce la formazione di crepe (il cosiddetto craquelé). È inoltre un ingrediente essenziale per il trattamento di violini e strumenti ad arco di pregio. In passato, unita alla cera d’api, fungeva da potente collante flessibile per gli attrezzi agricoli.
Altri rimedi e aromaterapia
Per purificare l’aria dai germi e stimolare il buonumore, bruciate su un carboncino alcuni rametti spogli ridotti a tocchetti. Se desiderate liberare le vie respiratorie, versate 2-3 gocce di olio essenziale distillato nell’acqua calda del bagno. Infine, diluito in olio di calendula, il preparato accelera la guarigione delle infezioni cutanee.
L’incontro tra Cielo e Terra
Anche se il Larice non è una pianta “nativa” della farmacopea classica cinese, le sue caratteristiche energetiche lo inseriscono perfettamente nella logica dei Cinque Elementi.
Il Larice fisico: Loggia Metallo
L’organo e il viscere associati a questo elemento sono Polmone e Intestino Crasso. La sua capacità di trattare bronchiti, espellere il catarro e agire come antisettico respiratorio lo rende un tonico del Qi di Polmone. L’uso della corteccia come lassativo e l’azione prebiotica del legno agiscono invece sulla funzione di “lasciare andare” dell’Intestino Crasso.
Funzioni secondo la MTC
Espellere il Vento-Umidità: L'unguento di resina è perfetto per i dolori articolari che peggiorano con il freddo e la pioggia.
Risolvere l'Umidità-Calore sulla Pelle: Grazie alle proprietà antisettiche, "pulisce" il calore tossico che genera infezioni, pus e piaghe.
Sostenere la Wei Qi - Energia Difensiva -: Il polisaccaride arabinogalactan agisce come un modulatore immunitario, che in MTC si traduce in un rafforzamento della Wei Qi, la nostra barriera protettiva contro le aggressioni esterne.
Larch floriterapico: Loggia Acqua
Nello stato emotivo Larch, il problema non è nel “respiro”, ma nelle Radici e nella Volontà (Zhi).
- Il Rene (Acqua) e la Paura: La Loggia Acqua governa le ossa, il midollo e, soprattutto, la fiducia di base. Larch soffre di un’insicurezza che nasce dal profondo, una paura di fallire che paralizza la volontà.
- Il legame con il Rene: secondo Kramer, Larch lavora sul meridiano del Rene. Se l’Acqua è debole, non c’è la spinta vitale per osare. Larch è il “ghiaccio” che blocca il seme: il seme ha il potenziale (Legno), ma l’Acqua è troppo fredda o insicura per farlo germogliare.
Una curiosità: Il Larice e “La Loggia Legno"
Oltre al Metallo (corpo) e all’Acqua (emozione), il Larice possiede una forte impronta della Loggia Legno (Fegato). Essendo una conifera decidua, il suo “spogliarsi” e rinascere con un verde tenerissimo in primavera simboleggia la flessibilità e la capacità di adattamento. È l’albero che insegna al Qi umano a fluire senza ristagni, cedendo per non spezzarsi.
Il Larice è l’albero che integra il ciclo dei Cinque Elementi e il Ciclo di Generazione:
Metallo (la struttura e i polmoni)
Acqua (il coraggio profondo e il superamento della paura)
Legno (la rinascita primaverile e la flessibilità)
La leggenda di Marugiana: il velo della sposa
Si narra che in Val Costeana vivesse la bellissima Marugiana, regina delle Aguane, creature acquatiche. Quando un principe si innamorò di lei, la fanciulla chiese un dono di nozze impossibile: che per un solo istante il dolore sparisse dal mondo.
Il miracolo avvenne a mezzogiorno del giorno di San Giovanni. Durante la festa, due nani industriosi intrecciarono tutti i fiori del banchetto in un mazzo gigantesco, alto come un albero, e lo chiamarono Larice (da Lares, i geni protettori del focolare).
Per salvarlo dal gelo dell’inverno, Marugiana vi stese sopra il suo velo da sposa: l’albero germogliò all’istante, fiorendo con piccoli coni rossi e profumati. Da allora, il Larice è simbolo dell’unione: rigoglioso in primavera e dorato in autunno, ma destinato a restare nudo e spoglio in inverno, a meno che non intervenga il velo dell’amore a proteggerlo.
Ecco tutti gli elementi della MTC racchiusi in questa leggenda:
L'Elemento Acqua: Marugiana è un'Aguana, legando ancora una volta il Larice alla Loggia Acqua (emozioni, fiducia, amore).
Il "Gesto" del fiore: Spiega poeticamente perché il Larice perde gli aghi (il velo che cade) e perché i suoi fiori femminili sono di un rosso così vivo (i fiori del banchetto).
Il legame con Larch: Come il matrimonio, anche la fiducia in se stessi (Larch) va nutrita e "coperta" con amore, altrimenti rischia di inaridirsi nel freddo dell'insicurezza.
Cosa unisce la Botanica e la Floriterapia
In botanica, il Larice è l’albero che accetta di apparire morto (nudo in inverno) per sopravvivere meglio degli altri. In floriterapia, Larch aiuta chi si sente “nudo” o inferiore agli altri a capire che quella vulnerabilità è in realtà la sua strategia di forza per puntare più in alto.
Lo stato “Larch”
Lo Stato Larch è uno dei passaggi più delicati e profondi nell’opera di Bach, certo, non possiamo dimenticare che i 19 assistenti rispondono allo stato evolutivo della persona.
Essere in stato Larch non è un’etichetta caratteriale fissa, ma un “congelamento” della volontà che può colpire chiunque, anche la persona più talentuosa.
Entrare nello “Stato Larch” significa vivere in una costante profezia che si auto avvera.
A differenza di altri stati di paura (come Mimulus, che teme qualcosa di specifico), nello Stato Larch la persona è assolutamente certa che non ce la farà. Non è il dubbio (“Chissà se riuscirò?”), è una convinzione radicata: “Gli altri sono meglio di me, quindi io fallirò”.
Il Larch si sente talmente unico nella propria incapacità da non concedersi nemmeno il beneficio del dubbio.
Nello Stato Larch, l’individuo non guarda più se stesso, ma guarda costantemente gli altri come migliori di lui e vede i successi altrui non come uno stimolo, ma come la conferma della propria inferiorità.
È lo stato di chi dice: “Inutile che io mandi il curriculum per quel posto, prenderanno sicuramente qualcuno più preparato” Si rinuncia prima di iniziare, risparmiandosi la fatica del tentativo e l’umiliazione dell’insuccesso. Il sua principale paura é la possibilità di fallire perciò eviterà ogni occasione di mettersi alla prova.
“Larch vive un profondo complesso di inferiorità nei confronti del proprio modello ideale. La sua paura principale non è l’ignoto, ma la possibilità concreta di fallire: per questo eviterà ogni occasione di mettersi alla prova, preferendo la sicurezza dell’immobilità al rischio della crescita.”
Ti riconosci in Larch?
Larch ha un complesso di inferiorità nel confronti del suo personale modello.
Pensi di non farcela?
Hai la sensazione di essere inferiore ad altri?
Hai la sensazione di un vuoto interiore?
Pensi di non superare un esame, o di parlare in pubblico?
Potenziale positivo di Lach
Il Larch positivo non è colui che ha la certezza di vincere, ma colui che ha la certezza di voler tentare. Scompare l’ossessione per il risultato e appare il piacere dell’azione. La persona recupera la capacità di dire: “Non so se ci riuscirò, ma merito di provarci”.
Larch smette di usare gli altri come metro di paragone. Capisce che ogni albero ha il suo ritmo: il Larice non deve essere un Abete sempreverde per avere valore. Il senso di inferiorità si trasforma in auto-accettazione. La persona riconosce i propri talenti senza più sminuirli davanti a quelli altrui.
Tu hai il desiderio di provare?
Hai il coraggio del confronto con altri senza avere paura?
Ti accetti come sei?
Se lo desideri lascia un commento qui sotto con le tue osservazioni.
Integra Larch nella tua quotidianità, puoi farmi domande e chiedere consigli
Tu hai il desiderio di provare?
Hai il coraggio del confronto con altri senza avere paura?
Ti accetti come sei?
Ecco un’affermazione positiva che racchiude il significato profondo di Larch
"Riconosco le mie capacità e scelgo di darmi il permesso di osare e provare."
Per il Dr. Ricardo Orozco Larch risponde al Principio Transpersonale di Incapacità.
Larch può essere usato per le persone che hanno incapacità motorie in seguito a traumi o embolie.
Dietmar Kramer ha portato una visione rivoluzionaria nel mondo dei Fiori di Bach, organizzandoli in “Binari” (sequenze gerarchiche di tre fiori) e considera Larch un fiore di base, inteso come rimedio fondamentale per l’insicurezza e il senso di inferiorità, ritenuti alla radice di quasi tutti i disturbi emotivi. Larch è il fiore comune a tutte le personalità e agisce come base energetica.
Larch, con Clematis e ad altri fiori aiuta la ferita del Rifiuto che indossa la maschera del Fuggitivo (Bourbeau).
Fiore Self Heal
Il fiore californiano (FES) che corrisponde alle tematiche del fiore di Bach Larch é Self Heal.
Questo fiore lavora sulla capacità di auto-guarigione, promuovendo la responsabilità personale, la forza interiore e la fiducia nella propria capacità di affrontare le sfide, sostenendo l’individuo nel prendere in mano la propria vita.
Sinergie Fiori, Aromi, Gemme
Per accompagnare Larch, possiamo scegliere oli che lavorano su tre fronti:
- radicamento (per non scappare),
- apertura del plesso solare (per il coraggio)
- ascesa (per la visione).
Alloro (Laurus nobilis): L'Olio della Vittoria
È l’abbinamento perfetto per Larch. Storicamente usato per incoronare i poeti e i vincitori, l’Alloro trasmette il messaggio: “Tu sei degno di trionfare”.
Con Larch aiuta a superare la paura di esporsi e il timore del giudizio altrui.
Cedro dell'Atlante (Cedrus libani): La Struttura Incorruttibile
Botanicamente è un “cugino” del Larice. Il Cedro è un albero maestoso che non si piega. Con Larch lavora sul senso di inferiorità profondo. Aiuta a sentirsi stabili, centrati e con le “spalle larghe”. “Hai le radici forti, puoi puntare in alto senza cadere”.
Bergamotto (Citrus bergamia): Il Raggio di Sole
Mentre Larch lavora sul “poter fare”, il Bergamotto lavora sull’auto-accettazione e sulla gioia. Spesso chi è in stato Larch è cupo e autocritico. Il Bergamotto illumina i pensieri e scioglie quel nodo allo stomaco che ci blocca. È l’olio dell’autostima solare.
"Il viaggio nel mondo di Larch ci insegna che non dobbiamo temere i nostri periodi di 'nudità'. Come il Larice, la nostra forza non sta nel cercare di essere sempreverdi come gli altri, ma nel coraggio di fiorire con i nostri tempi, certi che la nostra essenza è indistruttibile.
E tu, sei pronto a osare?"
Larch, Gemme, Feng Shui e la Geometria del Bagua - la geometria sacra degli spazi
“Se ti incuriosisce scoprire come l’energia delle gemme possa dialogare con l’armonia della tua casa attraverso il Feng Shui e la Geometria del Bagua, non esitare: leggi l’approfondimento sul blog di Roberta.
Io non ti dico di più… preferisco che sia lei a svelarti come questi mondi si intrecciano per trasformare il tuo spazio vitale.”
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